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Выставочные центры > Chiesa di San Domenico
Si tratta della grande chiesa ad aula dei frati predicatori, la stessa dove trovo sepoltura sul finire del secolo XIII il ricordato Jacopo Del Cassero in una tomba ad arcosolio di cui e traccia il vano ogivale oggi murato a sinistra dell'ingresso. Allo stesso periodo risale l'intera mole esterna della chiesa, fatta eccezione per il portale rifatto nel 1714 e per i grandi finestroni che hanno sostituito un probabile rosone e le strette monofore a sguancio lungo la severa fiancata meridionale. L'interno fu completamente rinnovato su disegno del fanese Francesco Gasparoli tra il 1703 e il 1708 con l'aggiunta dell'abside semicircolare e l'inserimento di grandi colonne binate, protese a simulare una tripartizione della navata e a scandire gli spazi riservati ai grandi altari barocchi. Delle piu antiche decorazioni pittoriche che abbellivano le pareti sono ancora visibili una Madonna del latte nello stile di Guido Palmerucci (sec.XIV), una lunetta coeva posta sotto l'arcosolio di quella che fu la tomba dei fratelli Ugolino e Pietro de'Pili (Madonna con il Bambino e i Santi Domenico, Giacomo Maggiore, Tommaso d'Aquino e Leonardo, attribuita al cosiddetto Maestro dell'Incoronazione di Urbino), due nicchioni affrescati nella prima meta del sec.XV dall'eugubino Ottaviano Nelli (Crocifissione con sottostanti Storie di S.Domenico e Storie di S.Maria Maddalena) e un terzo nicchione affrescato da Giambattista Ragazzini a meta del secolo XVI (Madonna con il Bambino e i Santi Domenico, Fortunato, Francesco ed Eusebio). Raggiungibile attraverso l'arco in muratura che chiude il sagrato, l'adiacente vasto fabbricato conventuale con relativo chiostro e il risultato di una completa ricostruzione, realizzata fra il 1666 e il 1668 da Carlo Delle Rose, mentre della costruzione originaria restano in vista solo un paio di porte ad arco acuto e poche altre tracce. Oltre il chiostro, in direzione nord, e un altro degli antichi complessi conventuali fanesi; quello di cui fa parte l'ex chiesa di S.Agostino, oggi sconsacrata e trasformata in deposito. |
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